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Cominciamo dalla Cultura

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Sabato 29 gennaio 2011, ho assistito all’acclamato debutto teatrale  dello spettacolo “Sira” di Tino Caspanello, regia di Andrea Naso,  prodotto dall’Associazione culturale Dracma in collaborazione con  LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, presso l’Auditorium  della Scuola di Polizia della città. Sicuramente, uno spettacolo  toccante, che vuole evidenziare l’importanza della rivoluzione culturale  (in mano sopratutto alla scuola), che bisogna concretizzare per  spazzare via dal territorio le logiche di sopraffazione e di violenza  proprie della criminalità organizzata.

Il successo della  rappresentazione è da attribuire anche alla bravura degli attori: lo  stesso regista Andrea Naso e Paolo Cutuli, che stanno con il passare del tempo crescendo artisticamente e professionalmente. Dall’aspetto puramente artistico, bisogna però spostare l’attenzione su quello tecnico/logistico, ossia il  luogo fisico in cui si è svolto l’evento culturale. E’ indubbio che per  le tematiche trattate (mafia, criminalità organizzata e  violenza) l’Auditorium della scuola di Polizia sia stato “perfetto”, quello che  però non è facile comprendere è  il perché una provincia come Vibo Valentia  non abbia un teatro pubblico; se si deve partire dalla cultura,  ebbene che allora s’innalzino le “cattedrali” per crearla.

Il teatro  comunale, barbaramente demolito negli anni cinquanta, sorgeva su corso  Umberto I, accanto al Tribunale; in questi giorni da un comunicato si  apprende che è stata finalmente individuata l’area destinata alla  costruzione di un nuovo teatro; si trova all’interno del quartiere  Moderata Durant, all’inizio della strada, in corso di realizzazione, che  porta al Parco Urbano.

La speranza è che questa nuova struttura  possa essere, per i cittadini vibonesi e non, una grande occasione di  valorizzazione delle radici storico-culturali che ci appartengono. Ad  ogni modo, per essere più incisivi, l’associazione culturale Dracma  porterà l’efficace testo di Tino Caspanello in tutte le scuole della  Calabria, offrendo uno spunto di riflessione sul futuro socio-culturale  della nostra terra.

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