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Verso la realizzazione del Porto dei Normanni

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Dalla prima richiesta di concessione demaniale sono già passati 10 anni, due presidenti del Cda e una serie di vicissitudini clamorose con dimissioni, presunti o veri fallimenti, inchieste, critiche e polemiche a non finire, a tal punto che nessuno più immaginava che il porto si sarebbe potuto costruire. Le opere dovevano prendere il via addirittura nel luglio 2008 come si evince dalla “tabella inizio lavori” installata nell’area.

Più della metà del lungomare è occupata da un cantiere deserto: una lunga palizzata in ferro e rete che ha danneggiato centinaia di metri di marciapiedi. Sembra, però, che la ripresa dei lavori sia uno dei propositi del Comune per il nuovo anno.

Negli ultimi giorni del 2010, infatti, è stato nuovamente avviato l’iter burocratico. Il nuovo Cda della società mista pubblico-privata è presieduto dall’esperto Antonino Nigro di Salerno che, con la sua èquipe di 5 tra tecnici e consulenti, ha segnato i preamboli per la costruzione del porto, opera che sembra ormai un chiodo fisso della seconda consiliatura del sindaco Roberto Perrotta.

Dalla scorsa convocazione sono emersi dati ordinari: il Comune di Paola nella società mista possiede il 30 per centro delle quote, mentre il 70 per cento sono quote societarie; la scadenza della durata della società è stata portata sino al 2063; l’avvio dei lavori appare imminente; sono previsti circa 450 posti barca.

Quello che appare meno esplicito è l’effetto che la realizzazione del porto avrà sull’ecosistema e sul paesaggio.

La realizzazione del porto e dei servizi ad esso connessi produrranno una  nuova domanda di mobilità, intesa come numero di veicoli che entrano ed escono dal nuovo porto turistico, tra addetti, visitatori e popolazione residente e dovranno essere create delle aree di parcheggio a servizio del porto dove adesso c’è la spiaggia. Nessuno poi parla, o comunque ne parla sottovoce,  dell’inquinamento del mare che provocheranno gli scarichi dei natanti e del ristagno delle acque. Inoltre, le passate vicissitudini mettono timore sul futuro dei lavori: potrebbe succedere che il porto sia realizzato solo in parte e che diventi, nel cuore del lungomare della città, uno squallido parcheggio di natanti.

Forse ci sono questioni che la città dovrebbe affrontare prima del porto: l’organizzazione della viabilità urbana e dei sistemi di trasporto, la rivitalizzazione del centro storico, la costruzione di spazi per una vita sociale di qualità, e quello che sembra stia a cuori di tutti  i cittadini di Paola, la garanzia di un mare pulito.

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