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Animale a chi?

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E’ giusto abbattere degli animali indifesi, dando alle fiamme le loro carcasse a causa di una legge troppo semplicistica che andrebbe modificata all’istante? Se non si interviene presto, è quello che accadrà ai capi di bestiame ritrovati, senza “carta d’identità” (ossia privi della documentazione sulla tracciabilità), dagli agenti del Comando Stazione di Spilinga del Corpo Forestale dello Stato durante l’operazione “Vecchia fattoria” nel comprensorio di Capo Vaticano. Non si vuole qui contestare l’utilità di un regolamento nazionale, che garantisce a tutti i cittadini il diritto di conoscere l’origine della carne che si acquista e si consuma, ma portare l’attenzione su un problema meramente morale e civile. Le cinque caprette tibetane, la mucca e il maialino di pochi mesi sono assolutamente sani, perché allora sopprimerli e bruciarli?

Conosco bene il “falso” allevatore, come è stato apostrofato sui giornali giorni addietro, e so per certo che le sue attività sono sempre state di tipo amatoriale; non ha mai messo il lucro davanti al suo amore per la campagna e per gli animali, chi commercializzerebbe le sue passioni?

La mia testimonianza è ovviamente irrilevante, questo lo so bene! Quello che non riesco a comprendere è il motivo di un tale ingiustificato sacrificio. Esiste anche un fattore oggettivo da tenere in considerazione: la Calabria è, inconfutabilmente, una regione a “sfondo bucolico”, di animali ve ne sono in gran numero con e senza certificazione e, se la matematica non è un’opinione, tante “false fattorie” significano migliaia di capi sterminati se non in regola.

Tutto questo non ha senso. Propongo la modifica immediata di questa legge ingiusta, antianimalista e quindi incivile che viola, tra l’altro, i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’animale (si rimanda agli articoli 11 e 13).

Un possibile e logico compromesso potrebbe essere quello di visitare e analizzare le bestie prima dell’eventuale abbattimento; laddove i risultati di tali test veterinari risultino negativi ad ogni forma di patologia, si provvederà ad indirizzare il bestiame ad altre destinazioni come allevamenti autorizzati e/o macelli certificati e a norma.Gandhi diceva che la grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali, sfido chiunque a non condividere.

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