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Il radar della discordia che divide Calabria e Sicilia

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Non c’è solo lo Stretto, ora c’è anche un radar che divide la Calabria dalla Sicilia. L’aeroporto di Reggio Calabria è infatti la sede scelta dall’Enac per istallare il “Radar wind shear” che monitora i venti per fornire dati utili agli aerei. Dopo aver incassato il “no” di Palermo, l’ente nazionale dell’aviazione civile ha deciso di cambiare sponda e portare in Calabria la sua antenna. Il presidente Enac, Vito Riggio, ha incontrato il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, per sottoscrivere un accordo di programma finalizzato alla sua installazione. Nell’accordo è previsto un investimento di 10 milioni di euro. A darne la notizia è stato lo stesso Riggio, che ha affermato: «a Palermo rimarranno i sensori lungo le piste e in mare. La vera sperimentazione, che ha una valenza mondiale, si svolgerà invece a Reggio Calabria». Il progetto era stato finanziato con fondi comunitari che, ora, correrebbero il rischio di non poter essere utilizzati.

L’impianto reggino avrà il compito, in via sperimentale, di monitorare i venti in caduta: una delle principali cause di incidenti aerei degli ultimi anni. Le reazioni, però, sono state immediate. A pochi giorni dall’annuncio, un comitato cittadino capitanato dal sindaco di Isola delle Femmine, comune limitrofo a Punta Raisi, ha puntato i piedi contro l’Enac. Così ha avviato una ferrea battaglia, durata diversi anni, per opporsi all’istallazione di un’antenna da 250mila watt. E ha vinto.

A sostegno della propria tesi ha messo sulla bilancia le emissioni radioattive, dannose per la salute, che l’impianto avrebbe potuto emanare nell’ambiente circostante. A quanto pare il radar incriminato non dovrebbe essere nocivo come, invece, sostenuto dall’opposizione palermitana. Alla fine l’Enac ha deciso di portare l’antenna al di là dello stretto. L’aeroporto di Reggio ospiterà un’antenna che appartiene alla categoria dei radar usati per rilevare l’atmosfera in assenza di precipitazioni.

Avrà lo scopo di misurare alle varie quote l’intensità del vento, la direzione e il suo grado di turbolenza. Come si può capire, si è parlato molto dei dati tecnici e la stessa Enac ha rilasciato dichiarazioni in merito al lavoro che dovrà eseguire il radar, omettendo il suo eventuale impatto ambientale.

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