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1 marzo a Caulonia: in piazza per il lavoro, lo sviluppo e la solidarietà

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La giornata trascorsa a Caulonia, organizzata dall’ “Alleanza con la Locride e la Calabria“, ha rappresentato una bella pagina di attivismo sociale e culturale, una manifestazione ricca di contenuti e non di semplici parole. Caulonia è stata scelta perché teatro del recente atto intimidatorio subito dal Gruppo Coperativo GOEL e, quindi, per riconfermare un costante impegno nel contrasto alla ‘ndrangheta e alle massonerie deviate che opprimono lo sviluppo del territorio.

L’alleanza per la Locride e la Calabria è nata a seguito della obbligata partenza di monsignor Bregantini (il prete anti ‘ndrangheta) dalla Locride, avvenimento che, invece di mandare nello sconforto la comunità locale, disgregando il percorso compiuto fino a quel momento, ha fatto si che si creasse uno nuovo spirito di rivalsa sociale e la nascita di realtà tangibili del cambiamento, fra cui la coop. GOEL.

La manifestazione dell’1 marzo, ad esempio, è figlia di quei fatti del 2007; si tratta di un appuntamento fisso nella già da 5 anni e, con la particolarità di essere itinerante, po
Il tutto è cominciato alle 14, dopo il preventivo appuntamento in Piazza Bellavista, da cui è partito il corteo che si è mosso per le vie del centro storico di Caulonia. Il luogo di arrivo, in Piazza Mese, predisposto con un affascinante quanto semplice coreografia fatta di cesti di arance della legalità presenti in ogni angolo e agli stand delle realtà che partecipavano all’evento, è stato raggiunto dal corteo alle 15.iché ogni anno il luogo scelto varia. Nel 2008 si tenne a Locri, nel 2009 a Crotone, nel 2010 a Reggio Emilia (un anno su tre ci si sposta al nord in un territorio a forte infiltrazione mafiosa) e nel 2011 a Villa San Giovanni. Questa seconda ulteriore caratteristica è il frutto di uno dei punti programmatici stessi dell’alleanza, quella di agire contro l’azione delle mafie e dei poteri occulti in tutte le regioni d’Italia.

Dal palco si sono succeduti gli interventi di varie rappresentanze della società civile, dei sindacati, delle cooperative e dei movimenti e non sono mancati spunti interessanti e riflessioni profonde.

Fra i primi ad intervenire, il Sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza che, proveniente dalla manifestazione del giorno prima nella sua città (il 29 febbraio, denominata “il giorno che non c’è”), ha voluto riportare qualche attimo di questa oltre che sottolineare il fatto che sarebbe la realizzazione di un suo auspicio constatare che in Calabria ogni giorno si agisce nella direzione proposta da queste due manifestazioni.

A susseguirsi sul palco negli interventi vi sono stati molteplici rappresentanti di differenti realtà, fra cui i responsabili regionali dei sindacati confederali CGIL e CISL che hanno sottolineato l’importanza dell’esperienza GOEL dal punto di vista lavorativo per il territorio locale e auspicato che tale tipo di attività si possa replicare in altre zone della regione. Santo Vazzano, di conf cooperative Calabria, ha voluto sottolineare invece la necessità di fare diventare rete le tante perle che in Calabria si sono formate, nonostante i problemi ambientali, nel campo del lavoro incentrato sullo sviluppo e la solidarietà.

Pungente l’intervento di Maurizio Ierace della coldiretti che, dopo aver richiamato l’attenzione sulla necessità di operare quotidianamente a supporto delle realtà che si stanno dedicando al biologico anche cambiando alcuni aspetti normativi che stanno permettendo l’eccessivo allargamento di questo tipo di certificazione a realtà che sono ben lontane da questo tipo di agricoltura,  ha anche invitato a partecipare alla manifestazione del 6 marzo a Rosarno.

Successivamente agli interventi dei rappresentati della ICEA, realtà calabrese che opera proprio nel campo della certificazione etica ed ambientale e sul cui sito sono presenti interessanti applicativi che permettono una informazione cosciente e dettagliata ai consumatori, ed a quelli  dell’AIAB, che ha voluto sottolineare come sia un bel segnale il fatto che, nonostante la crisi internazionale ed in particolare quella italiana, il comparto dell’agricolutra biologica ha fatto registrare un incremento della produzione costante in questi ultimi anni, è salito sul palco Antonio Marinaro dell’ Arci Lamezia-Vibo che ha tenuto a sottolineare quanto ognuna delle realtà lì presenti, compresa la loro, operassero con costanza, passione e professionalità nel quotidiano e che la cosa che gli faceva maggiormente rabbia nel rapporto con i media fosse che questi si ricordavano dell’esistenza di queste realtà soltanto nei momenti di lotta alla mafia e delle cerimonie mentre si sono quasi costantemente tenuti lontani dall’informare la popolazione delle normali attività che queste fanno ogni giorno.

Assolutamente da non dimenticare, infine, la presenza di un portavoce della cooperativa sociale  Talita Kum operante fra Stefanaconi e Sant’Onofrio, nella provincia di Vibo Valentia che, nonostante qualche mese fa si è trovata a subire un pesantissimo gesto intimidatorio con l’abbattimento, nel giro di una notte, di oltre 1000 alberi di ulivo, era lì presente sia per ringraziare della solidarietà ricevuta che per confermare che le attività della cooperativa proseguiranno ancora con più energia in confronto a prima.

Dalle 18 la serata è proseguita attraverso le arti, con i concerti di Manuela Cricelli con Peppe Platani,  di Francesco Loccisano (con la sua chitarra battente), di Cesare Malfatti in coppia con Vincenzo di Silvestro, per concludere con Marvanza Reggae Sound e Masta P & Mad Simon.

Nella serata, vi sono stati anche gli intensi Reading di Alberto Gatto, Francesco d’Aquino e Gianni Favasuli che hanno preceduto la proiezione del video “LAVORO NERO” di Enzo Umbaca.

Insomma, tanti esempi di buona società civile e buona economia riunitisi per sottolineare che lo sviluppo è possibile e praticabile, unanimamente consapevoli quanto sia necessario agire facendo rete e abbattendo gli steccati della diffidenza e delle divisioni che, purtroppo, ancora oggi si presentano facilmente, il tutto in una giornata svoltasi con l’intento di proseguire un cammino di sviluppo sostenibile e solidale non chiusi in micro cosmi e, piuttosto, aperti verso un sentiero comune.

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