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Messaggio dell’imprenditore Pippo Callipo al sindaco dimissionario di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta: «Ha fatto bene a lasciare, non vale la pena fare gli eroi»

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«Carissima Dott.sa Lanzetta, ha fatto bene a dimettersi, mi creda, non vale la pena lottare contro i mulini a vento. Sacrificare la propria vita e privare la propria famiglia di una persona a loro cara è completamente inutile e irresponsabile. Per quanto mi riguarda giorno 3 aprile mi sono dimesso da alcuni incarichi extra-aziendali.

Anch’io mi sono stancato di dare a questa terra e alla sua gente refrattaria ad ogni reazione di cambiamento rispetto alle vecchie logiche. In quest’occasione, avrà ricevuto tanti messaggi di solidarietà e inviti a proseguire, ad andare avanti altrimenti sarebbe una sconfitta per tutti noi.

Qualcuno si è offerto di accompagnarla o darle una mano nel suo difficile lavoro? Credo proprio di no! Così si comporta quasi tutta la classe dirigente, la maggior parte degli imprenditori e professionisti e molti benestanti calabresi. Si, perché chi non trae benefici diretti dalla pessima gestione della cosa pubblica e dei fondi pubblici, quanto meno si fa, indisturbato, gli affari propri.

Queste persone saranno venute a stringerle la mano dicendole “coraggio” e magari nella loro mente avranno pensato “vai avanti e fatti ammazzare”.

A me qualche anno fa è capitata una cosa analoga e ho assistito ad una bella sfilata di amici e conoscenti che auspicavano un drastico cambiamento. Ad alcuni di essi, qualche giorno fa, chiesi di far parte di un’associazione che si doveva costituire per sensibilizzare le coscienze della gente verso un nuovo sistema di gestione del sistema Calabria e soprattutto verso la riscoperta di valori come legalità, onestà e meritocrazia. Tutti mi hanno detto che non se la sentono di “apparire”, di andare avanti che mi avrebbero aiutato (economicamente?), che sono amici di consiglieri e assessori regionali e quindi non possono esporsi. Uno, fra l’altro giovane, mi rispose che aveva più paura delle ritorsioni di una certa politica che della ‘ndrangheta.

Questa è la realtà della nostra terra. E allora, vale la pena fare gli eroi e rischiare la propria vita per questi vigliacchi e approfittatori?

Che continuino a mettere la propria dignità sotto i piedi e a continuare a fare opera di “lecchinaggio” al politico di turno che li utilizza per propri fini elettorali. Che continuino a cercare protezione alla ‘ndrangheta che succhierà loro anche il sangue.

La “confraternita” (prenditori-malapolitica-‘ndrangheta) impererà ancora per molti lustri in Calabria anche perché oltre ad essersi sempre più consolidati nelle relazioni e negli affari, manca la reazione della gente onesta e per bene che ormai assiste indifferente all’affondamento di questa meravigliosa terra.

Quindi signora Lanzetta, non si preoccupi, non ha fatto una cattiva figura nel dimettersi, anzi ha fatto un atto di coraggio verso se stessa e verso la sua famiglia.

Io capisco che vuol dire dimettersi da un incarico e che sofferenza interiore comporta: un sentimento più forte della paura di restare.
Un giorno, quando saranno spenti i riflettori sul caso Monasterace, mi piacerebbe incontrarla e parlarne di persona. La saluto con stima e cordialità augurandole una serena Pasqua insieme alla sua famiglia».

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