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Parola al popolo ma decisione al Comune: il caso di Piazza Duomo

2 commenti

Pochi giorni fa, si è tenuta a Reggio presso palazzo San Giorgio una conferenza stampa indetta dal Comune e presieduta dall’attuale sindaco della città, Demetrio Arena.
Questa occasione si è resa necessaria per dar risposta alle numerose critiche che lo hanno attanagliato e che condannano il criterio di scelta del progetto per la riqualificazione di Piazza Duomo.
Tutto comincia qualche mese fa, quando il comune indìce il bando di gara con l’esplicita richiesta che a concorrere siano due progetti distinti ma paralleli: il primo, che tenga conto della vegetazione presente nella piazza, costituita da alberi secolari, l’altra invece, che preveda il loro sradicamento al fine di rendere la piazza totalmente agibile alla cittadinanza. (qui il documento del Bando)
Passano i mesi, Reggio non tace e inizia a bisbigliare a voce sempre più alta. Cresce il malcontento e l’indignazione per una riqualificazione resasi necessaria soprattutto per l’ abbandono e la mancanza di manutenzione ordinaria.
Iniziano a formarsi gruppi reali e virtuali, in particolare, la protesta prende piede su un noto social network con il gruppo “Salviamo Piazza Duomo” richiamando sempre più cittadini fino alla costituzione di un movimento civico (questa la pagina facebook del movimento)
Di per sé l’idea di investire più di un milione di euro per rifare una piazza che a nostro avviso è uno degli ultimi problemi della città, potrebbe anche essere accettabile; ciò che suscita disaccordo invece è la politica di stravolgere e devastare una piazza che costituisce un luogo storico-affettivo della città.
Inoltre, cementificare e sradicare imponenti e bellissimi alberi dimorati nella piazza da un secolo e rovinare così, una delle poche zone verdi della città, lascia davvero sconcertati.
Sconcerto che prende forma quando si pensa che per il comune di Reggio sia una priorità la ristrutturazione di una piazza, se pur la più importante, anziché porre rimedio a problemi che hanno fatto di Reggio una città in ginocchio.
Che vanta un debito pubblico ancora non definito in cifre, che soffre di gravissimi problemi alla rete idrica e fognaria e di uno stato di abbandono visibile nei molteplici aspetti della città.
Davvero l’Amministrazione intende dirottare l’attenzione sulle piazze piuttosto che sui problemi veri della comunità cittadina?
Questa volta Reggio non è rimasta impassibile a guardare. Ha fatto sentire la sua voce discordante e Piazza Duomo, in questo caso, è stato solo l’innesco.

  1. Carla Cioffi says:

    Ciao sono di Salerno ma conosco la vs città. Sono indignata dalla proposta di cementificazione selvaggia e l’uccisione di alberi secoalri. Anche noi a Saleno abbiamo lo stesso problema ci stanno cementificando la città, un po’ come quando i camorristi di fanno sparire nel cemento qui la ns identità di città sta sparendo velocemnte. Abbiamo fondato un gruppo per dire basta a lo scempio della ns città, milioni di euro in opere faraoniche e nessuna reale prospettiva di sviluppo. Noi siamo con voi https://www.facebook.com/groups/chiancarella/

    • Siamo indignati anche noi, cara Carla. E’ una politica che, ci auguriamo, non abbia futuro e seguito.
      E’ incoraggiante però, sapere di non essere soli, sapere che il nostro senso critico verso chi ci amministra si stia risvegliando suscitando una reazione.
      Dopo anni in cui Reggio è stata compiacente osservando in silenzio, oggi qualcosa si muove.
      Si parla di più e si ha più coraggio anche di esporsi.
      Voglio credere che assieme sia possibile cambiare l’ordine delle cose, sia possibile crescere e sia possibile, soprattutto, far sentire che non abbiamo nessuna intenzione di voltare lo sguardo in un’ altra direzione.

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