sottoscrivi: Articoli | Commenti

A Monasterace l’etica si incontra con l’impegno civile e politico

0 commenti

Il 31 maggio a Monasterace il Sindaco Maria Carmela Lanzetta e l’imprenditore Pippo Callipo si incontrano e discutono di “Educazione all’impegno” con un gruppo di cittadini della Valle dello Stilaro che con impegno e partecipazione non hanno esitato a schierarsi a supporto di un Sindaco che ha deciso di fare il bene del proprio paese e per questo continua a subire tante ritorsioni…

….Si parla di etica, nella politica così come nei comportamenti sociali, nel fare impresa quanto nell’amministrazione della vita di un Comune e si riflette sulla normalità di certi valori che però sembriamo aver completamente smarrito: onestà, meritocrazia, rispetto dei diritti e dei doveri, rispetto delle persone e del territorio, partecipazione paritaria di tutti e bene comune. L’elenco potrebbe ancora continuare, ma c’è un concetto che durante questo incontro ci ha fatto riflettere e sono state le parole del Sindaco Lanzetta che così ha definito la politica e l’etica nella politica: “non ci può essere politica senza etica, e l’etica nella politica si riscontra nell’amore verso la propria terra perché solo a questo essa deve ispirarsi. Dunque politica è ogni comportamento che noi tutti assumiamo nell’agire quotidiano”. Le parole dell’imprenditore Pippo Callipo “di etica dovremmo parlare all’interno delle Assemblee del Consiglio regionale, dei Consigli provinciali e comunali, dentro le amministrazioni dove parole come meritocrazia, onestà e rispetto sono spesso sconosciute, dove la mafia con la penna aggredisce i diritti dei cittadini mortificandone la dignità perché ne ostacola la libertà di fare impresa, di avere la soddisfazione di un diritto, di ricevere un servizio dovuto o di esercitare un dovere.”. Messe a confronto le due espressioni si somigliano molto perché se è vero che tutti noi dobbiamo recuperare il senso concreto di determinati valori applicandoli di più, e ancora più vero che gli esempi di chi ci governa, purtroppo spesso, non sono esempi di comportamenti etici, non sono esempi di moralità ma piuttosto rappresentano uno stimolo a pensare sempre al proprio interesse personale. Dobbiamo recuperare il senso del vivere nella società e in una comunità di valori democratica e partecipativa, non possiamo più comportarci come se quello che facciamo non influenzi nel bene e nel male la vita degli altri. Mi interrogo spesso sul senso che ha, oggi, impegnarsi in questa società affinché certi valori non continuino ad essere messi da parte. Spesso ci si divide in due fronti: chi dice che il cambiamento di questa società dovrebbe essere indotto dall’alto, da chi in teoria avrebbe il potere di incidere su questo territorio, e chi dice che il vero potere stia nelle mani dei calabresi che dovrebbero ribellarsi ai meccanismi mafiosi e clientelari, dovrebbero votare per il ricambio della e nella politica. Noi crediamo che la verità stia in mezzo, che una Calabria dove la libertà di voto non è un diritto realmente praticabile non sia così facile che le persone riescano ad affrancarsi da certi condizionamenti. Tuttavia, è ancora più vero che se noi calabresi percepissimo una maggiore presenza dello Stato, la sicurezza che denunciare i soprusi non voglia dire rinunciare ad avere un lavoro, piuttosto una casa o ancora la propria vita, forse avremmo più desiderio e volontà di ribellarci senza considerarci più soltanto vittime. Dimostrare la convenienza di un comportamento sociale eticamente corretto rispetto ad un atteggiamento e comportamento mafioso, questa è la sfida che spetta alle Istituzioni e a chi le rappresenta amministrandoci, ma anche a tutti coloro che hanno compiti educativi e formativi verso i giovani, così come chiunque abbia un ruolo pubblico. Rispettare le regole, rispettare diritti e doveri, restare fermi e vivere nell’etica delle proprie responsabilità qualunque sia il proprio ruolo nella società conviene tutti, lo sappiamo da noi, ma è importante soprattutto per le generazioni future che ci chiederanno di rendicontare sul mondo che avremo lasciato loro e sui modelli sociali e culturali che avranno ereditato e ai quali, inevitabilmente, faranno riferimento.

Lascia una Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *